Le altre edizioni: 2013 | 2011 | 2009 | 2008 | 2007 | 2006 | 2005 | 2004 | 2003 | 2002 | 2001 | 2000 | 1999 | 1998 | 1996


PREMIO GALILEO 2000 - XV EDIZIONE

Firenze – 23 SETTEMBRE 2013
Teatro della Pergola
Il futuro di domani non è il futuro di oggi
Il futuro di oggi è diverso dal futuro di domani


E’ ispirandosi a questo tema che il Premio Galileo 2000 torna a proporsi per la sua XV^ edizione, tutta proiettata sul nuovo, sulla ricerca estrema, sull’eroica tensione al superamento del limite imposto da ciò che è ‘umanamente comprensibile’ e accertato, su tutto ciò che va oltre quello che è inteso come ‘possibile’, per rivolgersi decisamente alla ricerca dell’impossibile e dell’imprevedibile, come chiave dell’unico e vero progresso.

Il Comitato Scientifico del Premio, composto da Zubin Mehta, Alfonso De Virgiliis, Jack Lang, Irene Papas, Irina Strozzi, Marco Giorgetti, ha rivolto la sua attenzione quest’anno all’individuazione in ogni disciplina della Cultura e del Sociale di coloro che hanno saputo far progredire l’Umanità operando fuori dai canoni, fuori dalle convenzioni, fuori dalle righe, alla ricerca di coloro che, nell’impegno di un tentativo estremo, sono stati capaci di stupire in un mondo in cui prevale l’ovvio e l’ordinario, con ciò propagando e incarnando di fatto i grandi ideali di Pace e Cultura che stanno anche alla base delle finalità fondative del Premio.

Per questo, per questa edizione, assumono particolare rilevanza le Sezioni dedicate alla Tecnologia, alla Scienza, alla Ricerca con un’ispirazione di fondo che proviene dal Fusionism ossia quel tipo di espressione artistica che si basa sulla fusione, sull'integrazione e la mescolanza di diversi elementi, anche i più disparati coinvolgendo pittura, scultura, suono, luce, video, collage o fotografia attraverso la capacità di assemblaggio dell'artista.

Al contrario delle tendenze minimalistiche, della ricerca della purezza, dell'eleganza delle singole linee o colori, il Fusionism concentra la sua produzione sull'ibrido, sull'accumulo e sulla contaminazione.
L'idea di una continua scoperta di componenti con il prolungarsi dell'osservazione rende la visione semplice se considerata attraverso una chiave di lettura generale e al contrario molto complessa nella visione del particolare.

Un'arte spontanea, non influenzata, che sottopone ad una elevata e continua stimolazione, dettata da colori, suoni, luci, sensazioni molto diverse tra loro senza un ordine, senza dettami di alcun genere.
L'artista più rappresentativo è Neuman Shalom, per il quale l'opera è il prodotto dell'energia di vita dell'artista: l'arte è una necessità irrinunciabile di esprimere tutti propri bisogni e non una scelta cosciente e razionale che presuppone delle esclusioni. Sono in molti ad associare la filosofia artistica di Shalom a quella di Baj, fondatore dell'arte nucleare, un movimento basato sull'idea di materia che si trasforma in energia e movimento.
Non contemplazione quindi ma posizione attiva e dinamica. Ed è chiara la consonanza fra questi pensieri e quelli che stanno alla base del Premio Galileo 2000. Le opere di Shalom si basano sul concetto della non-esclusione: la vera libertà, quella tendente all'infinito aritmetico delle possibilità si rende quindi coerente con una tecnica artistica basata sulla moltiplicazione della moltiplicazione. Diventano perciò molteplici i punti di vista, ma anche le materie e le strutture utilizzate.
Si può dunque parlare di con-fusione riferendosi a questi tipi di lavori, ovvero una fusione di elementi che vengono messi in dialogo tra loro, vengono proposti accostamenti improbabili e gli oggetti acquistano una funzione del tutto diversa da quella conosciuta. La fusione degli elementi però avviene in un modo che appare quasi naturale: le diverse parti vengono coinvolte in una struttura organica senza far trasparire alcuna forzatura nell'integrazione delle materie. Oggetti incongrui sono saldati in strutture illogiche, luci fluorescenti inserite in composizioni complesse, materiali quotidiani e reali sono accorpati a figure digitali artificiali: qualsiasi elemento, oggetto o immagine sembra trovare il proprio posto in maniera spontanea.

Risulta dunque evidente come, partendo e muovendo da tale ispirazione e da tali stimoli, si pensi per questa edizione del Premio ad una attenzione particolare agli studi sul pensiero, con il movimento dei colori conseguenti a stimolazioni del cervello studiati dal Lana Morrow ed illustrati da autorevoli scienziati, quali Moses Chao, a quelli sull’informatica con Federico Faggin, inventore di un microprocessore rivoluzionario, cui il riconoscimento andrà in nome non di quello ma della sua nuova ricerca indirizzata verso altre e più avveniristiche e folli frontiere della scienza. E ancora altri che, come loro, lavorano con coraggio al superamento degli umani limiti e dunque in particolare l’esploratore dello spazio Roberto Vittori.

La Sezione Musicale riconosce quest’anno il valore della prestigiosa orchestra dei Wiener Philharmoniker per l’impegno che questa profonde nella esplorazione della musica contemporanea e il coraggio ed il talento di Leonora Armellini al pianoforte, mentre la Sezione Cultura premia il Museo del Louvre per l’apertura, fortemente voluta dal suo Presidente, di proprie “derivazioni” in aree disagiate della Francia e Maria Clark anch’essa esponente giovane del Fusionism.

Secondo la collaudata formula delle precedenti edizioni del Premio, le personalità e gli invitati provenienti da ogni parte del mondo saranno condotti in un viaggio immaginario che, dai molti passaggi attraverso esperienze sensoriali, scientifiche e artistiche veramente uniche, porterà al momento celebrativo unificante di riconoscimento di coloro che sono oggi i messaggeri e i portatori di valori altamente innovativi nelle diverse discipline e ambiti della cultura e della società. Dopo i momenti performativi con artisti, attori, danzatori e musicisti, esponenti di molte diverse culture, paesi, correnti artistiche e di pensiero, sul palco avrà luogo la premiazione e la parte spettacolare conclusiva, composta di teatro, danza e musica.

La realizzazione coinvolge attivamente come ogni anno il Teatro della Pergola e il Maggio Musicale Fiorentino. La Direzione artistica e il coordinamento registico generale sono a cura di Marco Giorgetti, con la collaborazione per diversi aspetti dell’allestimento, di Michele Bini, light designer con la Watt Studio, Micol Joanka Medda per costumi e scene e di Gabriella Furlan, con il suo Balletto di Padova, per le coreografie e le parti danzate.

Serata a invito.