Le altre edizioni: 2018 | 2016 | 2015 | 2013 | 2011 | 2009 | 2008 | 2007 | 2006 | 2005 | 2004 | 2003 | 2002 | 2001 | 2000 | 1999 | 1998 | 1996


PREMIO GALILEO 2000 - XVIII EDIZIONE

Firenze – 25 GIUGNO 2018
Teatro della Pergola


La XVIII^ edizione del Premio Galileo 2000 è incentrata sul tema della Spiritualità e sul riconoscimento della Spiritualità come punto di riferimento del nostro tempo e come strumento per elevare l’Umanità all’essenza dello Spirito, con una speciale evidenza per l’interazione tra lo Spirito religioso e lo Spirito laico.

In questo contesto, per dare rilievo assoluto al tema ed esaltare il valore del dialogo fra popoli e fedi, viene presentata la nascita della nuova Scuola Fiorentina di Alta Formazione per il Dialogo Interculturale e Interreligioso, istituzione unica al mondo, finalizzata appunto al dialogo tra le religioni, che lavorerà sull’integrazione delle culture e dei popoli, principi che sono alla base del Premio Galileo 2000.

Il tema prescelto per la cerimonia è il mare, inteso come elemento di unificazione, come ponte e scambio tra culture diverse e che sarà al centro della parte spettacolare della serata ideata da Giancarlo Cauteruccio.
Fin dall’atrio d’ingresso del Teatro, l’apparato spettacolare offrirà atmosfere evocative pensate per farne in tutti i suoi spazi il luogo rappresentativo del dialogo e della sintesi delle religioni e delle culture.
L’arrivo degli ospiti sarà accolto da un intervento musicale all’esterno del teatro a cura della Filarmonica dell’Impruneta e una sollecitazione sonora del Coro della Cappella Musicale Fiorentina, disposto sui gradini del foyer, fa da sottofondo all’aperitivo di benvenuto allestito negli spazi esterni alla platea.

Un tamburo africano, sistemato al centro della platea del teatro, scandirà con il suo ritmo cadenzato l’ingresso degli ospiti nel palchi e sul palcoscenico.
All’arrivo in Sala la visione è quella di uno spazio centrale spettacolare, la platea privata delle sedute, diventa un anfiteatro di forma ovale.
Un apparato spettacolare di proiezioni e luci ricreerà il mare nello spazio svuotato della platea che sarà pervaso dalle coreografie della Compagnia Padova Danza e dalle sollecitazioni sonore del coro, che dopo il momento di accoglienza nel foyer prenderà posto in platea.

Tutta la serata richiama il tema della condivisione in ogni singolo elemento del suo svolgersi, dall’aperitivo di benvenuto ai momenti spettacolari.
Una volta completata la sistemazione degli invitati nei posti, sarà la volta dei Rappresentanti della Scuola del Dialogo, Rav Joseph Levi, Imam Izzedin Elzir, Mons. Andrea Bellandi che attraverseranno la platea per andarsi a sedere di fronte al palcoscenico per un momento di dialogo interreligioso sul tema della Divinità.

Come momento conclusivo di questa atmosfera spettacolare e densa di spiritualità, una luce isola il Discorso iniziale di De Virgiliis e Giorgetti, senza che si interrompa l’atmosfera magica creata dal percorso delineato.

I Premiati della XVIII edizione sono:
Abdul-Karim Al-Issa che incarna lo Spirito Religioso come armonia fra i popoli al di là di ogni credo e di ogni religione, come energia inesauribile che apre nuove strade alla comprensione fra culture e uomini sui principi della libertà di fede nella diversità, del perdono, della pace come sviluppo, per una nuova collettività universale fondata sulla verità di questi pilastri.

David Rosen che incarna lo Spirito Religioso come intima comprensione e libera volontà, dalle quali sgorga un’idea di pace che è espressione sublime della volontà e dell’immagine divina secondo la quale ogni essere umano è creato, con la consapevolezza della santità della persona umana e della diversità come riflesso della Divina Presenza.

Angelo Scola che incarna lo Spirito Religioso come impulso inesauribile alla ricerca di una nuova anima nelle metropoli, nelle città e nei paesi, per trovare la quale c'è bisogno di un nuovo umanesimo costruito sulle relazioni fra le persone, fatto di dialogo, capace di generare costumi che sconfiggano il narcisismo esasperato nella trama complessa di relazioni umane che è la società.

Nikolaos Papadopoulos che incarna lo Spirito Religioso come impulso all’uso responsabile dei beni della terra e dunque come riconoscimento e rispetto di ogni persona e di tutte le creature viventi, come chiamata e sfida nei confronti di tutta l’umanità ad adoperarsi per uno sviluppo sostenibile e integrale.

Scuola Fiorentina di Alta Formazione per il Dialogo Interculturale e Interreligioso che incarna lo Spirito Religioso come comprensione e armonia attraverso il dialogo, nella consapevolezza che nel mondo plurale la via è quella della diversità e della molteplicità, e che comprendere non vuol dire necessariamente fare proprio, ma capire, perché capirsi e accettarsi è indispensabile per convivere fra umanità e credo diversi.

Ospedale Meyer che incarna lo Spirito Laico come esempio alto e costante di una civiltà profondamente umana nella duplice azione di soccorso dei più piccoli, degli indifesi e dei deboli e di tutela dell’integrità del diritto di tutti gli esseri alla salute e alla cura, in un’azione che diviene al tempo stesso esempio universale e faro di una visione più ampia di collettività.

Giancarlo Mazzuca he incarna lo Spirito Laico come impulso al nuovo dialogo fraterno tra le religioni, costruendo con la sua visione un ponte indiscutibile e indistruttibile fra storia antica e attualità, fra diversità e fratellanza, e dimostrando come la forza dell’umanità possa riuscire a scardinare pregiudizio, divisione e arretratezza realizzando un cambiamento profondo della società verso la comprensione e il rispetto di ogni membro dell’umana famiglia.

Alfonso De Virgiliis Spirito Laico e Religioso insieme
Per noi soprattutto Amico con il quale abbiamo condiviso e vissuto le ore dell’ambizione e della disillusione, del successo e della perdita, dell’amarezza e della gioia Tanti momenti in cui grazie alla sua forza abbiamo prima salvato poi rilanciato questo Teatro in tempi difficili.
Ad Alfonso, impulso inesauribile al superamento dei propri limiti al darsi disinteressato senza aspettarsi nulla all’inseguimento e alla realizzazione dei sogni più folli, quelli che non si sanno dire e che si possono solo realizzare.
Esploratore e scopritore di nuove strade e di sentieri inattesi, meravigliosi Senza risparmiarsi mai, con la tenacia dei grandi.
Ad Alfonso al quale oltre a tutto questo noi dobbiamo oggi il dono più prezioso:
La consapevolezza di quello che siamo e di quello che potremo essere se continueremo a osare, a tentare, a cercare contro tutto e tutti, anche da soli, contro la piccolezza dei mediocri che ci vorrebbero omologhi e prevedibili e che invece ci troveranno sempre contro, sempre oltre, sempre insoddisfatti e vogliosi, tenacemente in direzione ostinata e contraria.

Come Alfonso.
Grazie Alfonso.

Serata a invito.